Parliamo di Biodiversità.

Cos’è la Biodiversità? L’ ecologo, Robert May , che tra tutti si occupa più di essa risponderebbe che la biodiversità è un inventario, o meglio, semplicemente il numero di specie che abitano la Terra.

Ma sappiamo veramente rispondere a questa domanda? No. Tutt’oggi non è conosciuto il numero delle specie animali e vegetali che abitano questo mondo, anzi, ogni anno aumentano.

Alcune delle zone del mondo in cui queste scoperte avvengono con più frequenza, sono i Caraibi, le Hawaii e l’Amazzonia. In particolar modo, come riportato in un articolo del National Geographic (vedi sitografia), in Amazzonia viene scoperta, in media, ogni due giorni una nuova specie. Non a caso l’Amazzonia ospita una grandissima varietà di ecosistemi e, con il suo 10% di specie conosciute che la abitano, è un inestimabile patrimonio.

L’amazzonia è anche un vastissimo territorio fertile, grande circa 10 volte l’estensione della Francia, in gran parte ricoperto da foresta selvaggia. Si potrebbe dire che è uno dei territori fertili, con clima adatto alla coltivazione, più estesi del mondo; conta ben 5,5 milioni di km².

Stiamo parlando, questa volta, di ricchezza economica, data dalla coltivazione di Caucciù, del legno e della soia, necessaria quest’ultima, per la produzione del Biodisel. Ciò che tutt’oggi accade è che per produrre un carburante ad inquinamento atmosferico 0, si distrugge il più grande polmone verde del mondo e tutte le specie conosciute e non che lo abitano.

Questo è solo uno dei motivi per i quali è importante far chiarezza, istruire ed informare più persone possibili su questo tema.

Meccanismi di distruzione dell’habitat esistono anche per oceani e mari, a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse, o anche per le cosiddette “zone umide”, Paludi, torbiere, distese di acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, a causa dell’urbanizzazione, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

Il rischio di sconvolgere l’equilibrio della biodiversità è ad oggi molto alto. Per capire la gravità della perdita delle specie animali e vegetali nei loro habitat è necessario chiederci come funziona l’equilibrio tra di esse. Se una volta veniva preso in considerazione il numero delle specie, le più recenti ricerche ragionano per funzioni parlando di diversità funzionale. Esistono molte funzioni, tra le quali le prede, i predatori, gli spazzini, i decompositori, ed esistono più specie dal comportamento unitario, in ogni gruppo.

Chiaramente aumentare o diminuire il numero delle specie di ogni gruppo crea squilibrio e porta a gravi sconvolgimenti della struttura funzionale delle specie che compongono un habitat